Yin e yang nominano due posizioni dentro una relazione. I due caratteri cinesi nascono da un’immagine di paesaggio, il lato in ombra e il lato al sole della stessa collina, e quale sia l’uno dipende dall’ora del giorno e dal punto da cui si guarda. Ogni volta che una delle due parole viene usata c’è, dichiarato o implicito, un termine di paragone.

Le quattro relazioni che la coppia descrive

La prima è l’opposizione relativa. Quiete e movimento, freddo e caldo, raccolta e slancio stanno agli estremi di uno stesso asse e si definiscono a vicenda. Una camminata lenta è yang rispetto al restare seduti e yin rispetto a una corsa.

La seconda è l’interdipendenza. Ogni polo esiste perché esiste l’altro, come il giorno rispetto alla notte. Sul piano del corpo lo si vede nel modo più ordinario: il riposo prende senso dall’attività che lo precede, e l’attività trova slancio dal riposo che l’ha preparata.

La terza è il consumo reciproco. I due termini variano insieme: quando uno cresce, l’altro cala. È il ritmo di una giornata di lavoro intenso, dove l’energia spesa la mattina si legge nella qualità dell’attenzione del pomeriggio.

La quarta è la trasformazione. Portato al proprio estremo, ciascun polo si converte nell’opposto. Il mezzogiorno è il massimo di luce ed è l’ora da cui la luce comincia a calare. Nel corpo la stessa figura si legge nel momento in cui un’attenzione tenuta a lungo si rovescia in distrazione, e nel sonno che arriva pesante dopo una giornata spinta fino in fondo.

Le parole vengono prima della dottrina

Nel Tao Te Ching la coppia compare una sola volta, al capitolo 42.

Le diecimila cose portano lo yin sulle spalle e abbracciano lo yang. Tao Te Ching · cap. 42

La sistemazione che oggi si incontra per prima, con le corrispondenze fra i due poli e stagioni, organi, sapori e momenti del giorno, si costruisce in epoca Han, quando il pensiero correlativo diventa la grammatica comune di medicina, calendario e governo. Da lì la coppia entra nel canone medico attraverso lo Huangdi Neijing.

Il diagramma bianco e nero arriva ancora dopo, fra l’undicesimo e il quattordicesimo secolo. Le due gocce di colore invertito sono la parte che fa il lavoro: dicono che ciascun polo porta dentro di sé il seme dell’altro, e che il passaggio fra i due è già cominciato.

Yin e yang accanto ai cinque movimenti

Le due letture hanno mestieri diversi. Yin e yang lavorano su un asse e collocano una situazione rispetto a un’altra. I cinque movimenti lavorano su un ciclo e dicono a che punto del proprio giro si trova quella situazione. La Medicina Cinese le usa insieme, come due domande rivolte alla stessa scena.

La stessa complementarità torna nel confronto con la lettura ayurvedica dei dosha: lingue diverse, formate in luoghi diversi, che convergono nell’osservare qualità e ritmi invece di classificare persone.

Come Tao Veda usa questa coppia

Come una lettura del ritmo. Dove c’è slancio e dove c’è raccolta, che cosa si espande e che cosa si sta ritirando, quale dei due movimenti in questo periodo ha poco spazio. Sono domande su come una persona attraversa le sue giornate, e restano domande: si verificano nell’ascolto, cambiano nel tempo, ammettono correzioni.

Il wu wei nomina il gesto che ne segue: assecondare la direzione che una situazione ha già preso. Nel lavoro sul corpo significa riconoscere quando serve sostenere un movimento e quando basta fare spazio perché si assesti da solo, come accade nel passaggio fra i quattro livelli del rilassamento profondo.

Il limite va detto. Yin e yang descrivono relazioni osservate. Restano fuori dal loro raggio le affermazioni sul funzionamento del corpo, le diagnosi e ogni attribuzione di un tipo fisso a una persona.

Per approfondire

La coppia percorre l’intero canone medico cinese, dallo Huangdi Neijing alla limpida introduzione contemporanea di Ted Kaptchuk: trovi entrambi, con una nota di lettura, nella bibliografia ragionata. I termini yin e yang, tao, qi e cinque movimenti sono definiti nel glossario. Il quadro d’insieme, con le fonti tenute distinte per epoca e genere, è nella pillar Tao e Medicina Cinese. Per la cornice culturale, la voce taoismo dell’Enciclopedia Treccani.

Domande frequenti

Una persona può essere yin o yang?

Le due parole descrivono una posizione dentro una relazione, quindi la stessa persona risulta yang accanto a chi misura ogni gesto e yin dentro un gruppo che alza la voce. Fra le due scene cambia chi le sta accanto.

Yin e yang corrispondono al femminile e al maschile?

L'associazione esiste nelle fonti cinesi e in alcune epoche ha sostenuto gerarchie sociali. Come strumento di lettura, le due parole descrivono qualità del movimento, espansione e raccolta, che ogni persona attraversa nel corso di una giornata.

Esistono cibi yin e cibi yang?

La classificazione degli alimenti in yin e yang si diffonde nel Novecento con la macrobiotica di George Ohsawa. Le fonti cinesi ordinano i cibi per natura, dal freddo al caldo, e per sapore, e lavorano su quella scala.

Come si chiama il simbolo bianco e nero dello yin e yang?

Si chiama taijitu, diagramma del culmine supremo. Entra nella tradizione cinese fra l'undicesimo e il quattordicesimo secolo, molti secoli dopo i testi che usano le due parole.

Fonti e riferimenti

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