Un consenso continuo

In Tao Veda il consenso è un processo, prima che una firma. Vive nell'interazione fra chi riceve e chi pratica: nell'ascolto, nella parola, nei gesti, nei segnali del corpo. Si conferma e si rinnova momento per momento, e in ogni momento può essere ristretto, riorientato o revocato.

Questa è la forma più rispettosa. Un consenso che resta vivo per tutta la durata del trattamento dice più di qualunque modulo firmato: la persona che riceve guida ciò che desidera e ciò che cerca, e chi pratica la interpreta e la accompagna verso quel punto, senza intenti propri.

I limiti, da entrambe le parti

Il trattamento guarda alla persona nella sua totalità. Dentro questa interezza vivono due tipi di limiti, entrambi sempre rivedibili.

I limiti di chi riceve. Chi riceve sceglie liberamente cosa accogliere e cosa lasciare fuori, e può ridefinire questa scelta in qualsiasi momento, prima e durante il trattamento. Può indicare zone, tipi di tocco, temi o aree emotive che preferisce escludere, parlarne a voce o porre condizioni. Una risposta data in anticipo, in un questionario o nel colloquio, orienta ma non autorizza: i confini si riprendono e si verificano nel momento.

I limiti di chi pratica. Chi pratica tiene per sé i propri limiti di distacco: assenza di intenzione personale, sguardo senza giudizio, presenza al servizio di chi riceve. Interpreta e accompagna la persona verso ciò che cerca, e si ferma dove il proprio ruolo lo richiede. Questa asimmetria, la responsabilità in più di chi pratica, è ciò che rende lo spazio sicuro.

Come si esprime, come si ferma

Il consenso si esprime con le parole e con i gesti, e allo stesso modo si revoca. In qualsiasi momento basta dire fermati o basta, oppure fare un cenno di stop: il trattamento si ferma subito, senza dover spiegare nulla e senza conseguenze.

Quando una persona desidera attraversare tensioni o resistenze per cui la reazione spontanea del corpo è di contrazione, si può concordare nel colloquio iniziale una safeword: una parola convenuta che interrompe il trattamento all'istante, distinta dalle reazioni spontanee del corpo durante il lavoro.

Una traccia condivisa, se si sceglie

Il consenso continuo vive nella relazione e si regge sulla fiducia. Quando chi riceve e chi pratica lo desiderano, in piena trasparenza e di comune accordo, possono scegliere di tenere una traccia di questo dialogo: una registrazione audio, o un altro mezzo concordato, per dare solidità all'evoluzione del consenso lungo il trattamento.

È una possibilità libera, valida per qualsiasi trattamento e per qualsiasi area di lavoro. Se viene scelta, la traccia appartiene alle persone coinvolte, viene custodita con cura e trattata secondo l'informativa privacy.